Il trial KEYNOTE-189 ha randomizzato 616 pazienti con adenocarcinoma (indipendentemente dall’espressione di PD-L1, EGFR ed ALK non mutati) a ricevere platino + pemetrexed per 4 cicli verso platino + pemetrexed + pembrolizumab seguiti da pembrolizumab di mantenimento (fino a 35 cicli). Endpoint primari: overall survival (OS) e progression-free survival (PFS).

I dati derivanti da questo trial cambieranno la pratica clinica sia per l’absolute increase di pazienti vivi a un anno (+9,5% nei PD-L1 negativi, +20,6% nei PD-L1 1–49%, +24,9% nei PDL1>50%), sia per il netto incremento dell’overall response rate (ORR), ma è forse ancora più rilevante la forma delle curve che, nel braccio di pembrolizumab, arrivano a plateau a 15 mesi con il 60% di pazienti vivi (75% nei PD-L1 strong positive). Da notare che pembrolizumab non ha impattato in modo rilevante sul profilo di tossicità della chemioterapia. Alla luce dei dati del trial KEYNOTE-024, che hanno dimostrato la superiorità di pembrolizumab in monoterapia verso chemioterapia nei PD-L1>50% con tassi di pazienti vivi a un anno del 70%, occorre quindi focalizzare quali pazienti strong positive candidare al regime di chemioterapia + pembrolizumab rispetto a pembrolizumab in monoterapia. Per i pazienti con PD-L1<50% la combinazione di chemioterapia + pembrolizumab diventerà invece la prima scelta.